Alessandro Barbero
"La battaglia di Lepanto e il confronto tra Cristianità e Islam nel Mediterraneo"
La battaglia di Lepanto, combattuta il 7 ottobre 1571 al largo della Grecia, è una delle più grandi battaglie navali della storia. La vittoria delle potenze cattoliche - Venezia, l'impero spagnolo e il papa - sulla flotta dell'impero ottomano è considerata un momento di svolta nella storia del mondo, che interruppe l'espansione dell'Islam e assicurò il predominio dell'Occidente: non a caso ancor oggi i libri dedicati a Lepanto tendono ad avere titoli come "The Victory of the West", o "La battaglia che salvò l'Europa". Ma Lepanto fu davvero uno scontro di civiltà? Lo fu certamente se guardiamo alle motivazioni dei due avversari, che si richiamavano alle rispettive religioni e ostentavano odio e disprezzo reciproco. Ma quando lo si osserva più da vicino, questo scontro di civiltà ci appare attraversato da una moltitudine di contraddizioni e di crepe. La battaglia avrebbe opposto cristiani e musulmani, ma gran parte dei rematori sulle galere del sultano erano greci ortodossi, che odiavano i cattolici ancor più dei turchi: quelli che vivevano sotto dominio veneziano, a Creta e a Cipro, attendevano l'invasione turca come una liberazione. Fra i pascià, i raiss e i giannizzeri che combatterono a Lepanto molti erano cristiani rinnegati, riusciti in un'ascesa sociale che la più rigida e gerarchica società occidentale non avrebbe mai permesso. Com'è forse il caso per tutti i cosiddetti scontri di civiltà, anche quello combattuto a Lepanto si rivela non un urto fra due mondi alieni e sconosciuti, ma fra due civiltà tutt'altro che monolitiche, con radici comuni e un intreccio indissolubile di relazioni reciproche.
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